20 novembre 2016 ore 11:00

Reading con

Giorgio Falco

Alessandro Bertante

Mario De Santis

G-Lab  in via Giannone 4

http://www.bookcitymilano.it/eventi/2016/scrittura-e-materia-le-parole-costruiscono-il-mondo-brunch-con-lautore-2

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267697-thumb-rrtv-postoche060715okokGiorgio Falco, Repubblica Tv

http://video.repubblica.it/rubriche/posto-che/reptv-news-falco-la-bellezza-resistente-di-milano-nel-sottofondo-italiano/206257/205363

In copertina: Natura morta di mele a Merano di Sabrina Ragucci.

In copertina: Natura morta di mele a Merano di Sabrina Ragucci.

SOUL FOOD RADIO CAPITAL
h 12.00 @RadioCapital_fm con Giorgio Falco e ” #LaGemellaH ” implacabile grande romanzo del doppio (fondo) della Storia @Einaudieditore

Quello di oggi è davvero un grande romanzo, un romanzo italiano importante, senza nulla togliere ad altri pure molto belli, ma qui siamo in testa alla classifica (mia personale, ma c’è ampio consenso) dei migliori libri degli ultimi anni. E’ “La gemella H” di Giorgio Falco, pubblicato da Einaudi.
Innanzi tutto la vicenda ( ma raccomandiamo la lettura perché qui il senso lo dà, come poche volte, la “forma” prima del “contenuto”, lo dà la “voce” che narra, questo singolare impasto di “io” e di terza persona, di punto di vista di Hilde e punto di vista astratto, partecipe e pure meccanico, estraneo ma complice, entomologico, contabile, fotografico, a volte elencatorio, ma – come nei documentari prodotti dalla propaganda del Reich – noi sappiamo che dietro il dettaglio e il quotidiano di patina c’è il sangue, dietro la forma pulita c’è il marcio e l ‘abisso) a dare il senso, oltre la trama, pure significativa).
“La gemella H” percorre la storia famigliare e di più generazioni tra la Germania degli anni ’30 fino all’Italia e ai nostri anni. Si inizia nel 1933 in Germania. L’avvento del nazismo visto nel microcosmo di Bockburg, cittadina bavarese. Qui nascono le gemelle Hinner, Hilde e Helga. Il padre Hans dirige il giornale locale, è è ambizioso, ma soprattutto opportunista, come quando acquista a prezzo stracciato la villetta di un ebreo costretto a fuggire a causa della persecuzione razziale. Hans Hinner farà poi una serie di speculazioni immobiliari sfruttando la Storia (tema che torna per Giorgio Falco autore del precedente e bellissimo “L’ubicazione del bene”) e continuerà a farle anche dopo, finita la guerra. Le gemelle Hinner e il padre si trasferiscono infatti in Italia: prima a Milano, poi a Milano Marittima, aprono un hotel, partecipano all’avvento stavolta di un altro sistema: quella della democrazia delle merci ( l’intermezzo del capitolo milanese con Hilde commessa alla Rinascente ha il sapore di Pagliarani e della “Ragazza Carla” ) e del sistema del divertimento turistico. All’Hotel Sand arriveranno frotte di tedeschi in vacanza ansiosi di dimenticare al sole l’orrore di quello che avevano vissuto e a cui avevano partecipato. Ma quei tedeschi sono come gli Hinner: continueranno a vivere, sì, ma come meccanicamente e a fare piccole scelte in apparenza minime senza (voler) vedere che sono parte del sistema generale – ma lo vedono, lo vedono, perché ne approfittano, quando possono farlo, calcolandolo al dettaglio… E le scelte saranno ancora minime ma pure crudeli, drammatiche indifferenti, come nell’ episodio della cuoca e delle mele, che non sveliamo.
“La gemella H” è un romanzo del doppio della e nella Storia: c’è il quotidiano e la grande scelta. Ci sono i cittadini “piccoli piccoli” e il grande dittatore, c’è il “prima” di cui non si parla più e c’è il dopo, c’è il nazismo e la società di massa. Storie di differenze ed uguaglianze, minime e massime, come quelle tra Hilde ed Helga: la prima che racconta, in quella strana prima persona, e l’altra che tace ed obbedisce di più al padre, anche egli arreso all’ “obbedienza al meccanismo” ad essere una rotella di un grande sistema: che sia un orrore di sangue, che sia un ‘industria del divertimento, che sia il nazismo che sia la democrazia di massa, è il dettaglio e la quotidianità che prendono prende il sopravvento come una forma ottusa di oblìo e al tempo stesso di partecipazione a questo stesso meccanismo . E questo quotidiano e dettaglio è anche nello stile che adotta Giorgio Falco, nella voce narrante, nel punto di vista che fotografa con un coinvolgente quanto lucido e metallico sguardo che per il lettore diventa una lunga carrellata, un piano sequenza asfissiante e senza scampo dal punto di vista morale e pure magnetico e ipnotico nella forza stilistica, nel concatenamento di parole, frasi sequenze che è la forza strangolante e seduttiva della Letteratura quando ci spinge in un vicolo cieco e ci costringe a guardare.
La forza di uno stile e di una “voce” che Falco è riuscito a creare,rendendo in questa psicologia quasi distaccata, ribelle ma prigioniera di Hilde, che osserva i minimi dettagli di una scena del delitto in cui noi che leggiamo osserviamo con lei ci guardiamo allo specchio e vediamo il colpevole, nostro fratello, nostro gemello, nostro io.