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La compagnia del corpo

settembre 2011
« A Cortesforza, via Prati Nuovi non esisteva prima. Ai lati della strada, camioncini bianchi di idraulici ed elettricisti sostano davanti ai numeri civici delle case invendute. Le voci rimbombano dalle abitazioni vuote, come la prova di un canto sperimentale intonato da uomini che lavorano mezza giornata di domenica mattina, in attesa di tornare a casa, al pranzo domenicale ».

* Giorgio Falco ospite di Fahrenheit – libro del giorno del 28.10.2011: Giorgio Falco ospite di Fahrenheit con Andrea L Carbone, duepunti edizioni.

* Alessandro Beretta da “La Lettura” del «Corriere della Sera», 20.11.2011, p. 14: http://www.duepuntiedizioni.it/uomini-cani-e-una-societa-bulimica/

* Intervista di Mario De Santis a Giorgio Falco, La compagnia del corpo, duepunti ed. | 3 dicembre 2011

* Il Fatto Quotidiano | 13 dicembre 2011
MAURO NOVELLI

Giorgio nella nebbia

Una disoccupata obesa e il suo ragazzo, disturbati dalla cagna di lei nel capannone industriale dove si sono infrattati, in una domenica senza senso. La rabbia, una sbarra di metallo, il cellulare puntato sui guaiti che si spengono. Falco torna nell’immaginaria, verissima Cortesforza per raccontare una storia violenza e solitudine, scavata nelle rughe di un hinterland desolante, in mezzo alla brughiera. Una storia estirpata dalla cronaca locale e restituita senza moralismi, senza risentimento, con maniera rigorosa e lo sguardo impassibile di un Edward Hopper lombardo. Altro bel colpo della collana « Zoo – Scritture animali », diretta da Giorgio Vasta e Dario Voltolini.
Giorgio Falco, La compagnia del corpo,: duepunti, pagg. 96, 6, 00

*MONDO CANE di Andrea Cortellessa, Galatea, 21 dicembre, 2011

Come tanti autori della nostra tradizione, reca nel proprio nome una «traccia animale» quello che è probabilmente il narratore più interessante rivelatosi negli ultimi anni: Giorgio Falco.
Il suo ultimo racconto, La compagnia del corpo (pp. 93, € 6), prosegue una ‘collana ecologica’ varata dagli estrosi palermitani di duepunti, ‘Zoo’, alle ‘scritture animali’ per intero dedicata. Piccoli libri su materie prime riciclabili: fibre importate dallo Sri-Lanka e ricavate, in origine, da escrementi di elefante. Letteralmente ‘libri di merda’, insomma, che però – a differenza di tanti che lo sono invece in senso figurato – sono di alcuni dei nostri migliori giovani autori (a partire da Giorgio Vasta e Dario Voltolini che li selezionano). Di merda è la vita di Alice, la protagonista di Falco. Il quale traspone una vicenda reale, consumatasi qualche anno fa vicino a Pordenone, nell’immaginaria – e realissima – contrada lombarda di Cortesforza (protagonista del libro che lo ha rivelato due anni fa: L’ubicazione del bene). Alice è una ragazza obesa, barricata nella trincea del proprio corpo e, concentricamente, nel proprio consumismo senza emozioni. Unica sua consolazione è il sesso col rampollo di una topicissima fabbrichetta, guardata a vista da un simpatico dobermann. Un bel giorno i due giovani tentano una fuga dalla noia che s’infliggono a vicenda provando a farlo accoppiare colla bastardina della madre di Alice; al fallire dell’esperimento (minimalizzazione di una fantasia alla Mengele) ammazzano di botte il cane più piccolo, riprendendo la bravata col cellulare. Uno dei parametri più tradizionali, a misurare l’‘umanità’ di noi esseri umani, è sempre stato il modo in cui trattiamo gli animali che a noi si accompagnano. A partire da quello topicamente più fedele, appunto il cane. Lo sguardo di Falco è come sempre asettico, privo di qualsiasi giudizio. Ma è proprio tale freddezza apparente – la pietà oggettiva, così definita da un maestro come Elio Pagliarani – a riconsegnarci intatta, e senza sconti, la nostra così umana disumanità.

* Una vita da cani, di Marco Belpoliti, L’Espresso, 23 dicembre 2011

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