Giorgio Falco presenta Ipotesi di una sconfitta alle 19.00, presso l’Enolibreria Chourmo, via Imbriani 56, Parma. Modera Carolina Coriani

Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco

Ipotesi di una sconfitta di Giorgio Falco, ed Einaudi (2017)

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Giorgio Falco a Genova

dicembre 16, 2017

Sabato 16 Dicembre 2017, alle 11.30.
Genova (GE). FESTIVAL MIZAR – Giorgio Falco presenta il suo libro Ipotesi di una sconfitta presso il Luzzati Lab (Vico Amandorla, 3 C), alle ore 11.30. Interviene Michele Vaccari.

Ipotesi di una sconfitta

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Al T Fondaco dei Tedeschi di Venezia giovedì 14 dicembre (Inizio ore 18.30, ingresso libero su prenotazione), l’incontro con l’autore Giorgio Falco che presenterà il libro “Ipotesi di una sconfitta”, organizzato in collaborazione con Veneto Jazz e a cura di Stefano Spagnolo, per la rassegna “Diamoci del tempo”.

Da bambino Giorgio Falco amava la divisa da autista degli autobus, che il padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, tanto che a Carnevale voleva vestirsi come lui, anziché da Zorro, chissà se per emularlo o demolirlo. Questo romanzo autobiografico non può che cominciare cosí, con la storia del padre: solo raccontando l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, come salvezza, Falco ne può testimoniare il graduale disfacimento, attraverso le proprie innumerevoli esperienze professionali, cominciate durante il liceo per pagarsi una vacanza mai fatta. Operaio stagionale in una fabbrica di spillette che raffigurano cantanti pop, il papa e Gesú, per 5 lire al pezzo. Venditore della scopa di saggina nera jugoslava, mentre in Jugoslavia imperversava la guerra. Aspirante imprenditore di un’agenzia che organizza «eventi deprimenti per le élite». Redattore di finte lettere di risposta ai reclami dei clienti. Una lunga catena di lavori iniziati e persi, che lo conduce alla scelta radicale di mantenersi con le scommesse sportive. È la fine, o solo l’inizio. Perché questa è anche la storia – intima, chirurgica, persino comica – di un lento apprendistato per diventare scrittore. E di come possa vivere un uomo incapace di adattarsi.

Giorgio Falco è nato nel 1967. Pausa caffè è il suo primo libro edito nel 2004 da Sironi, finalista al Premio Chiara nel 2005, ha avuto una grande accoglienza critica. Ha pubblicato in varie antologie, tra cui Euforie curata da Giulio Mozzi e Marina Bastianello (Edizioni Il Poligrafo, 2001) e I racconti del capanno (DeriveApprodi, 2006). Per Einaudi pubblica nel 2009 L’ubicazione del bene, con il quale vince il Premio Pisa. Del 2011 è La compagnia del corpo, Duepunti edizioni. Con La gemella H (Einaudi, 2014), finalista al Premio Campiello, vince il Premio Mondello Opera Italiana, il SuperMondello e il Premio Volponi. Nel 2014 esce per L’orma editore Condominio Oltremare (con Sabrina Ragucci), nel 2015 Sottofondo italiano per Laterza, quest’anno Ipotesi di una sconfitta (Einaudi, 2017).

Nel periodo storico in cui viviamo, caratterizzato dall’immediatezza, dall’effimero e dall’accelerazione del ritmo della vita, i visitatori del Fondaco con questa rassegna saranno invitati a “darsi del tempo” partecipando a una serie di incontri con artisti, scrittori e musicisti che hanno messo il tempo, i vari modi di scandirlo e di conservarlo, al centro delle loro riflessioni.

Tutto il programma su www.venetojazz.com e su http://www.tfondaco.com

Inizio eventi ore 18.30. Ingresso dalle ore 18.15.

Concerti: ingresso libero SOLO su prenotazione,
scrivendo a 
fondaco.culture@dfs.com

T Fondaco dei Tedeschi
Calle del Fontego dei Tedeschi, Ponte di Rialto — Venezia

Giorgio Falco si racconta al Marca con il romanzo “Ipotesi di una sconfitta”

 CATANZARO TEMPO LIBERO

Cosa fare dinanzi l’inerzia di una promozione culturale passiva che ne appiattisce la proposta? Occorre sviluppare “Anticorpi intellettuali” a difesa del pensiero. L’iniziativa, promossa dalla Ubik di Catanzaro, segna l’urgenza di sottolineare e mettere in valore la letteratura con “l” maiuscola, quando la si incontra.

Protagonista dell’appuntamento che si terrà alle 18 al museo Marca, sarà Giorgio Falco con “Ipotesi di una sconfitta”.

Un romanzo autobiografico capace di tenere insieme, con straordinaria tensione narrativa, la radice esistenziale e l’indagine antropologica e sociale.

Figlio di un autista dell’Atm, l’Azienda di Trasporti pubblici Milanesi, che si alzava alle tre e mezza di mattina per poter arrotondare, nel pomeriggio, lo stipendio dando lezioni di guida, l’autore racconta il suo dentro e fuori dal mondo del lavoro, durato più di vent’anni.

Il fallimento nella conquista del posto fisso si traduce nella storia di un lento apprendistato per diventare scrittore e, più in generale, coincide con il passaggio generazionale da un’identità fondata sul lavoro a una fondata sulla precarietà.

Un incontro da non perdere per conoscere uno degli scrittori più interessanti del nostro tempo e capire come possa vivere un uomo incapace di adattarsi alla vita.

Giovedì, 23 novembre 2017, h 19.00
aut. architektur und tirol, Lois Welzenbacher Platz 1, 6020 Innsbruck, AustriaIn occasione della mostra “Walter Niedermayr: Koexistenzen” in corso all‘ aut. architektur und tirol l’editore Hatje Cantz ha edito l’omonimo libro che tratta del progetto di ricerca di Walter Niedermayr sugli undici comuni della Magnifica Comunità di Fiemme.
Novecento anni di Comunità, vissuta in undici Comuni della Val di Fiemme nel Trentino e nell’Alto Adige e da tre gruppi linguistici: italiano, tedesco e ladino. Qui la responsabilità per la proprietà comune ha fatto sorgere paesi configurati in agglomerazioni che, al di là dell’appartenenza al gruppo linguistico, presentano una sorprendente somiglianza fra di loro, nonché forme architettoniche selvaggio-anarchiche. Esistono all’interno di una tale coesione spaziale, nella quale nel corso dei secoli fino ad oggi si è potuto preservare un senso più o meno forte della comunità e si può tracciare una matrice antiortodossa delle strutture degli abitati nel contesto urbano, i presupposti per sviluppare ulteriormente la riflessione sul concetto dei «Commons», concentrandosi in particolare su questa specifica vallata autonoma per tradizione? Oppure questo particolare tipo di urbanità comunale prelude di per sé a nuove prospettive per il futuro? 
(Walter Niedermayr)
Il giornalista e studioso di letteratura Benedikt Sauer presenta il libro e conduce una conversazione con l’artista Walter Niedermayr, la filosofa Florentina Hausknotz e lo scrittore Giorgio Falco, autori dei testi elaborati per la pubblicazione.Walter Niedermayr: Koexistenzen
25,5 x 19,8 cm, 248 pagine, 185 riproduzioni fotografiche
Edizione bilingue: tedesco/inglese oppure tedesco/italiano
Edito da: aut. architektur und tirol
Concetto: Walter Niedermayr
Introduzione: Arno Ritter
Testi: Giorgio Falco, Florentina Hausknotz
Progetto grafico: Mevis & Van Deursen, Amsterdam
Editore: Hatje Cantz
Prezzo: 45 €
ISBN 978-3-7757-4390-7 (edizione bilingue tedesco/inglese)
ISBN 978-3-7757-4391-4 (edizione bilingue italiano/tedesco)Durata della mostra: 25.10. 17 – 23.02.18
una mostra con il cortese sostegno di Barth Innenausbau KG (Brixen), LEITNER ropeways (Sterzing), STRABAG Kunstforum (Spittal/Drau) e Amt der Tiroler Landesregierung-Abteilung Kultur, Amt der Tiroler Landesregierung – Abteilung Südtirol, Europaregion und Außenbeziehungen, Bundeskanzleramt – Sektion für Kunstangelegenheiten, Provincia Autonoma di Bolzano / Alto Adige – Ufficio cultura, Regione Autonoma Trentino – Alto Adige, BIM (Bacino imbrifero Montano Vallata dell’Avisio), Magnifica Comunità di Fiemme, Comunità Territoriale di Fiemme, Comune di Cavalese, Museo d’Arte Contemporanea Cavalese

 

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Lunedì 20 novembre, alle 19, sarò alla libreria Verso, corso di Porta Ticinese 40, insieme a Giuseppe Genna. Giuseppe parlerà di Ipotesi di una sconfitta e io parlerò di History, il suo ultimo romanzo, uscito per Mondadori. Sono contento di parlare di questo libro, a cominciare dal primo capitolo, intitolato Antefatto. È la transizione tra due epoche, è il Novecento che muore, e lo fa con lentezza (fino a pagina 78), quasi a opporsi all’accelerazione seguente. Un nonno molto anziano sta morendo in una sorta di ralenti, di surplace, come se si sdoppiasse, come se fosse due ciclisti che si guardano in equilibrio al bordo di quella che un tempo si definiva kermesse su pista: il corpo dell’uomo e il corpo sociale che quel quasi cadavere già rappresenta; si guardano, si spiano su una soglia, avanzano per dettagli infinitesimali. Una famiglia al capezzale di quest’uomo che muore con un occhio di vetro. Verrà sepolto pure l’occhio di vetro? È la fine dell’analogico, la morte delle due di un pomeriggio estivo che invece pensavamo infinito, replicabile con duecento lire da inserire nella fessura di un videogame preistorico, azzurrino, in cui si moriva per finta. È la parte del libro nella quale è ancora normale dire “noi”. Pensavamo di opporci, di resistere infilandoci in tasca l’occhio di un bue macellato, per cercare di vedere, di scorgere il futuro. Gli ultimi “bambini di un futuro imminente”. Poi qualcosa accade; in pochi anni il futuro crolla su se stesso; la merce non suscita più desideri, sia essa un light lunch nella sera di Halloween o il prodotto di un autogrill che ormai è inutile classificare con nomi suadenti. I prodotti si chiamano Mangia, Bevi, Mastica, i bisogni primari dell’umanità sono convogliati a ritroso, in una mamma gigantesca che lancia i suoi ammonimenti nell’archeologia della merce: il prodotto Mangia è sempre esistito. Il presente è fatto dalle anfetamine che i figli di un tycoon milionario prendono per girare nella Milano spettrale del 2018. Il tycoon ha festeggiato i sessant’anni in tre appartamenti del grattacielo Bosco Che Sale. Il tycoon ha la paranoia della forma atletica, del tempo che passa, così l’unico modo per festeggiare il suo sessantesimo compleanno è festeggiare tre volte i vent’anni in una sola sera. E poi i figli, a bordo di una limousine Hammer, che, giustamente, si ribattezza “limo Hammer”, come se fosse lo scooter di un qualsiasi Simo o Samu; e sono i fratellastri di History, la bambina autistica, sopravvissuta nel ventre della madre, mentre la gemella Hillary moriva prima di nascere, e History si specchiava in quella brodaglia di morte. Ma è sopravvissuta, boccheggia, un po’ come noi tutti, come i pesci del laghetto artificiale del tecnopolo, il laghetto artificiale di ciò che era stata Mondadori, un’epoca lontanissima, quella del libro, della letteratura; restano i pesci, che annaspano nel laghetto artificiale, per prendere un pezzetto di grissino lanciato durante una pausa pranzo, il laghetto superficie di quello stesso light lunch precipitato dal Bosco Che Sale, per specchiarsi nella mente artificiale, nei numeri… (GF)

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Rosetta va in paradiso

novembre 7, 2017

dalla fabbrica alla manifattura 4.0

L’8° appuntamento con il ciclo di incontri Rosetta. Un progetto culturale nomade – ideato da cheFare e Casa della Cultura con Fondazione Cariplo – è Mercoledì 8 Novembre 2017 al Fablab OpenDot, in via Tertulliano 70 a Milano.

In che modo l’evoluzione di macchine e produzione hanno cambiato le relazioni sociali?
Per porci questa domanda ci ritroveremo in un fablab: uno spazio di ricerca e sperimentazione aperto a tutti dove si utilizzano nuove tecnologie di prototipazione rapida e fabbricazione digitale.

L’incontro seguirà la traccia delle trasformazioni di Milano: dalla città-fabbrica alla nuova città 4.0.
Programma
19.00 – Rosetta va in paradiso – conversazione
Partecipano:
Enrico Bassi – docente di fabbricazione digitale e tecnologie produttive, OpenDot.
Giorgio Falco – scrittore, autore di “Ipotesi di una sconfitta”, Einaudi.
Andrea Fumagalli – professore di Economia Politica, Università di Pavia, Advisory Board Manifattura 4.0 Comune di Milano.
Cecilia Manzo – ricercatrice di Sociologia Economica, Università di Firenze, Advisory Board Manifattura 4.0 Comune di Milano.
Modera Andrea Daniele Signorelli – giornalista
 
Qui un pezzo di Giorgio Falco, L’Italia è il mio guinzaglio, tratto dall’intervento per l’incontro Rosetta va in paradiso 
Mercoledì 8 novembre 2017, ore 19.00
Rosetta va in paradiso
OpenDot
Via Tertulliano, 70
Milano
https://www.che-fare.com/giorgio-falco-italia-mio-guinzaglio/