La gemella H – dopo il Mondello – vince il SuperMondello 2014, 40a edizione

novembre 28, 2014

A GIORGIO FALCO IL SUPERMONDELLO 2014 – PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE MONDELLO –

UNA GIURIA DI 240 LETTORI GLI ASSEGNA IL PREMIO
Palermo, 27 novembre 2014 – È Giorgio Falco con La Gemella H (Einaudi – Stile Libero) il vincitore del SuperMondello 2014, il riconoscimento assegnato nell’ambito della 40esima edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello a uno dei tre autori già vincitori del Premio Opera Italiana indicati la scorsa Primavera dal Comitato di Selezione. Promosso dalla Fondazione Sicilia in partnership con il Salone Internazionale del Libro di Torino, il Premio Mondello, rappresenta una pietra miliare del percorso culturale del nostro Paese.
Il Premio è stato conferito a Falco oggi nel tardo pomeriggio a Palermo, presso la Società Siciliana per la Storia Patria.

L’opera vincitrice: La gemella H
Giorgio Falco racconta in questo romanzo come il cuore segreto dei totalitarismi sopravviva oggi in noi. Un’opera che restituisce alla letteratura il suo ruolo di svelamento di un’intera epoca, nella quale siamo ancora immersi. La voce de La gemella H non è solo quella di Hilde: è un crepaccio che inghiotte le parole di tutti. La storia comincia nel 1933, a Bockburg, cittadina bavarese, dove nascono le gemelle Hinner, Hilde e Helga. Il padre Hans dirige il giornale locale, e spinto dall’ambizione vive sino in fondo gli anni del Terzo Reich, qui narrati da una prospettiva del tutto inedita: la merce. I debiti per la casa, la rincorsa all’automobile lussuosa, l’appropriazione della villetta del vicino ebreo, che dà inizio a una seria di speculazioni immobiliari, prima in Germania poi in Italia. Dal bagnino della piscina di Merano alle commesse della Rinascente nel dopoguerra milanese, fino alle sonnolenti stagioni balneari della Riviera romagnola, il racconto di «due mondi che si uniscono per sempre». La storia di tre generazioni della famiglia Hinner, che dalla Germania di Hitler arriva all’Italia dei giorni nostri. A parlare è Hilde, testimone della sua stessa esistenza, ribelle inerte nel mondo progettato dal padre, dai padri. La sua voce, ora laconica ora straripante, narra ottant’anni di vicende private intimamente intrecciate al Novecento, «all’alba dei grandi magazzini», al turismo di massa, all’ossessione del corpo. Fino a innescare un cortocircuito che fa esplodere il nostro presente, denudandolo come mai prima era stato fatto.

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