Giorgio Falco, La gemella H – Goffredo Fofi, Internazionale

marzo 26, 2014

Aggrappati ai consumi
di Goffredo Fofi

Nella letteratura italiana di questi anni, ricca più di buoni scrittori che buoni lettori, conta molto la Storia che ha segnato la vita di tutti – gli artefici come i complici e i succubi – come si cercasse di rispondere alla domanda “da dove veniamo?” e “perché siamo come siamo?”. Falco sceglie, con ottimi risultati, di parlare delle persone comuni, della zona grigia, e sposta i suoi personaggi – una famiglia tedesca che seguiamo dalla Baviera degli anni trenta all’Alto Adige o Sud Tirolo del dopoguerra, a Cervia agli inizi del boom e infine a Milano, genitori (lui giornalista e nazista prima, poi albergatore in Romagna) e figlie (le gemelle Hilde a Helga, di diverso e mediocre temperamento) sullo sfondo di un’Europa in mutamento perenne. Più che storia politica o sentimentale, una storia oggettiva di consumi, come se la vita degli individui si aggrappasse per definirsi anzitutto a quelli, e il resto, la Storia con la maiuscola, fosse secondario pur nella sua gravità: incidenti di percorso nel flusso della vera vita. Con una distanza poco compiacente e poco pietosa, le vicende delle due gemelle, dei loro genitori, dell’Europa che cresce e si fa ricca in cui nascono e muoiono è narrata con acuta intelligenza, constatazione dell’umana mediocrità ma in un’epoca precisa. Si pensa a L’educazione sentimentale, a Una vita di Maupassant e davvero non è poco…

Giorgio Falco, La gemella H, Einaudi Stile Libero, pp. 352, euro 18,50.

In copertina: Natura morta di mele a Merano di Sabrina Ragucci.

In copertina: Natura morta di mele a Merano di Sabrina Ragucci.

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