La gemella H, D la Repubblica

febbraio 22, 2014

Gemelle d’Italia
Elena Stancanelli recensisce La gemella H di Giorgio Falco (D la Repubblica, pag. 147. 22 febbraio, 2014)

Come, dove e quando iniziano gli italiani? Uno degli obiettivi di La gemella H, il nuovo romanzo di Giorgio Falco, sembra cercare risposte a queste domanda. Partendo da Bockburg, città immaginaria (come la Cortesforza di L’ubicazione del bene, il suo libro precedente, dove l’italianità ormai moritura si seppellisce nel cenotafio della villetta a schiera) a poche decine di chilometri da Monaco. A Bockburg, negli anni 30, vivono Hans Hinner, direttore del giornale locale Mutter, sua moglie Maria Zemmgrund e le loro due figlie gemelle Hilda ed Helga. Poco prima dell’inizio della guerra, madre e figlie piccole si trasferiscono a Merano per motivi di salute. Si unirà a loro anche un pastore tedesco, chiamato Blondi, come il cane di Hitler. Per capire cosa sia la letteratura per Falco, teniamo d’occhio questo cane. Arriva in casa un giorno, portato dal padre. E ci rimane per tutti i circa 70 anni di vita delle due gemelle. 70 anni: ma che cane è? Solo nelle note finali (leggetele, sono geniali e spassosissime) scopriamo che lo scrittore ha usato lo stesso nome per sei cani diversi, che si sono avvicendati nella vita delle due gemelle. Ognuno di questi ha una data di nascita e una di morte. Tranne l’ultimo, scrive Falco, che è ancora vivo. Vivo? Dove? Di chi è questa voce che spiega e gioca con noi ma soprattutto davvero esiste uno spazio fuori dalla letteratura per i personaggi di questo libro?
Cosa è vero e cosa è falso non è dato saperlo. Hitler era o no vegetariano? E chi sono tutti i narratori che si avvicendano in queste 400 pagine? Giorgio Falco non scrive in prima persona, eppure la sua prosa è molto calda, ma neanche propriamente in terza. Fa una cosa diversa, e bizzarra: passa il microfono. Chiede testimonianze e prende appunti, dirige le comparse, inserisce osservazioni per rendere più chiaro un passaggio storico. Sembra che voglia ostinatamente capire qualcosa, salvo poi passare alla successiva senza averla risolta. Quando, come e dove iniziano gli italiani? Nel sogno piccolo borghese de La Rinascente, nella vacanza al mare, o in quel confine, Merano, in quella terra di mezzo dove non c’è neanche una lingua, tutti sono stranieri. Tutti sono stati fascisti e non si parla di politica a tavola. Forse gli italiani che siamo nascono da quell’impasto di rimozione e ambizione, denaro di provenienza indicibile, sabbia, sole e tortellini. E finiscono sepolti nella villetta a schiera.
– Giorgio Falco, La gemella H, Einaudi Stile libero, euro 18,50

ATTENTI AL CANE
Blondi era un cane pastore femmina. Fu regalato a Hitler dal suo segretario personale Bormann, nel 1941. Ebbe cinque cuccioli, uno dei quali fu regalato alla sorella di Eva Braun, nonostante Eva detestasse Blondi, e fosse stata vista prenderla a calci più di una volta. Il Fu?hrer amava molto il suo cane e, quando fu il momento, fece dare a lui/lei, dal suo medico, la prima pasticca di cianuro. I soldati dell’Armata Rossa entrati nel bunker, trovarono tutti i cadaveri che sappiamo, e in più quello di Blondi e di un cucciolo. Che fine avessero fatto gli altri tre, non si è mai saputo. Forse li ha nascosti
Giorgio Falco tra le pagine del libro. E.S.

La gemella H

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